È una di quelle cose che suona ovvia nella testa di tutti: se non uso una stanza, spengo il radiatore e risparmio. In realtà molte indagini sul funzionamento degli impianti moderni e il parere di diversi tecnici mostrano un quadro diverso, a volte controintuitivo. In questo articolo provo a spiegare perché spegnere i radiatori in stanze inutilizzate può far aumentare il consumo complessivo, cosa succede al circuito, e quali mosse pratiche — meno spettacolari ma più efficaci — conviene davvero adottare.
Il detto comune che non sempre vale
La premessa è semplice: quando riscaldi un appartamento, il sistema è progettato per distribuire calore in modo bilanciato. In impianti moderni con caldaie a condensazione o pompe di calore, questa dinamica diventa ancora più delicata. Ridurre «a monte» la superficie di scambio termico chiudendo radiatori cambia il regime di funzionamento dell’impianto e può peggiorare l’efficienza globale.
Flussi, temperature e condensa: cosa succede davvero
Su molti impianti la temperatura dell’acqua e la portata sono regolate per ottenere il massimo della resa con il minimo sforzo. Se chiudi uno o più circuiti, la portata d’acqua si riduce e il ritorno diventa più caldo. Per una caldaia a condensazione questo è un problema: la condensa, che produce gran parte dell’efficienza superiore della tecnologia, si forma quando la temperatura di ritorno è sufficientemente bassa. Più il ritorno è caldo, meno si condensa, e meno efficienza ottieni. Il risultato pratico? La caldaia (o la pompa di calore) potrebbe dover lavorare a temperature più elevate e accendersi più frequentemente, con cicli brevi che mangiano efficienza.
Non è solo teoria: segnali dal campo
Negli ultimi anni sono circolati casi documentati di utenti che, convinti di risparmiare, hanno invece visto bollette più alte dopo aver hobby-razionalizzato il loro impianto. Non è un complotto degli installatori: è fisica termodinamica applicata a un circuito idraulico che non ama cambi repentini nella sua geometria di funzionamento.
“Smettere di riscaldare una stanza può sembrare razionale, ma negli impianti moderni questo spesso porta a una riduzione della condensa e a cicli di accensione che peggiorano l’efficienza complessiva.”
— Ben Price, Fondatore, Heatable
Quando spegnere un radiatore conviene ancora
Non sto dicendo che il risparmio non esista mai. In impianti molto vecchi, con caldaie non condensanti, il comportamento è opposto: togliendo carico si può effettivamente risparmiare perché il sistema non si avvicina alle condizioni in cui la condensazione sarebbe utile (e non è condensante). Ma la maggioranza degli impianti installati negli ultimi vent’anni è pensata per funzionare al contrario: meglio ampia superficie di scambio e gestione a basse temperature.
Effetti collaterali che raramente consideriamo
Spegnere il radiatore può creare problemi che non si misurano subito in kilowattora ma pesano dopo: umidità, muffa e superfici fredde che assorbono calore dalle stanze adiacenti. Questo significa che il soggiorno o la cucina potrebbero dover essere riscaldati più a lungo per compensare i ponti freddi generati dalle stanze non riscaldate.
I rischi per il sistema
La chiusura prolungata di valvole può anche portare a fenomeni di corrosione locale, accumulo di sedimenti e, in certi casi, rumori anomali o colpi d’ariete quando il sistema torna a regime. Non è comune come la muffa, ma è un effetto reale che i tecnici vedono quando intervengono su impianti trascurati.
Cosa fare davvero: consigli pratici e meno ovvi
Qui è dove la narrazione comune fallisce: non si tratta di continuare a scaldare la casa come se niente fosse, ma di usare criteri diversi dai «on/off» netti e di sfruttare le possibilità offerte dalle tecnologie che si hanno a disposizione.
Ridurre ma non azzerare
Un compromesso sensato è impostare una temperatura di mantenimento più bassa nelle stanze poco usate invece di spegnere completamente il radiatore. Così mantieni flusso e temperatura di ritorno in un range che favorisce la condensazione sulla caldaia e impedisce che le pareti scendano sotto il punto di rugiada.
Usare termostati intelligenti e sensori remoti
I termostati che modulano la potenza in base alla domanda reale, eventualmente integrati con sensori per stanza, permettono di adattare l’erogazione senza isolare parti del circuito. È una spesa, certo, ma spesso ripagata in anni di gestione più efficiente. Inoltre permette strategie di «setback» temporizzato: abbassa la temperatura quando non sei a casa, rialza prima del rientro, e mantieni scambi uniformi tra radiatori.
La mia posizione
Non credo nelle formule assolute. Per anni ho creduto che spegnere fosse sempre la risposta giusta — come molti — ma la pratica mi ha insegnato che il risparmio è una questione di equilibrio tra sistema, isolamento e abitudini. Spingere l’impianto fuori dalla sua zona di efficienza per ottenere un piccolo guadagno locale è spesso un falso risparmio. Meglio conoscere il proprio impianto e prendere decisioni informate.
Osservazione personale
È curioso: una casa è un ecosistema semplice e capriccioso allo stesso tempo. Ci sono interventi che sembrano piccoli, ma che cambiano il comportamento generale più di quanto immagini. La cultura del risparmio domestico deve evolvere: non più solo «meno calore = meno bolletta», ma «meno spreco, più intelletto nel gestire il calore».
Conclusione
Spegnere i radiatori nelle stanze inutilizzate non è sempre la mossa furba. Se hai un impianto moderno, molto probabilmente otterrai più benefici lasciando un minimo di scambio termico e gestendo la casa con termostati intelligenti o riducendo la temperatura dell’acqua. Se invece abiti in una casa molto vecchia con una caldaia non condensante, allora il discorso può cambiare. Come spesso succede, il contesto è tutto.
Tabella riepilogativa
| Problema | Effetto | Soluzione suggerita |
|---|---|---|
| Spegnimento totale radiatori | Aumento temperatura di ritorno, minore condensa, cicli brevi | Abbassare leggermente la temperatura, non azzerare |
| Impianti moderni (condensazione/pompa di calore) | Perdono efficienza con circuito ridotto | Mantenere flusso, usare termostati modulating |
| Impianti pre-2005 non condensanti | A volte risparmio spegnendo stanze | Valutare caso per caso con tecnico |
| Stanze freddhe | Umidità, muffa, ponti termici | Mantenimento minimo di temperatura |
FAQ
1. Spegnere i radiatori nelle stanze che non uso farà sempre aumentare i consumi?
No. Dipende dal tipo di impianto. In impianti moderni a condensazione o con pompe di calore, spegnere radiatori può ridurre l’efficienza e aumentare i consumi complessivi. Con impianti molto vecchi, il calcolo può ribaltarsi. La scelta corretta richiede una valutazione del sistema e dell’isolamento della casa.
2. Come capisco che tipo di caldaia ho e se è condensante?
Una caldaia condensante di solito ha uno scarico di condensa (a volte un tubo bianco o grigio) e specifiche tecniche sul corpo macchina che indicano la condensa. Se non sei sicuro, un tecnico con una visita breve può dirti il modello e spiegare le implicazioni pratiche per la gestione dei radiatori.
3. Posso usare le valvole termostatiche per risparmiare senza rischi?
Sì, le valvole termostatiche (TRV) sono uno strumento utile per modulare la temperatura per stanza, ma devono essere usate con consapevolezza. Ridurre troppo su molte valvole senza adeguare la temperatura ambiente o la gestione della caldaia può portare agli effetti negativi descritti. L’uso combinato con un regolatore centrale intelligente è la strada migliore.
4. Quali interventi domestici hanno più impatto dei singoli “radiatore off”?
Isolare le pareti, migliorare i serramenti, sigillare i ponti termici e installare un termostato modulante o sensori per stanza di solito portano a risparmi più consistenti e duraturi rispetto a spegnere singoli radiatori. Anche la manutenzione della caldaia e lo spurgo dei radiatori sono interventi semplici con impatto rilevante sull’efficienza.
5. Cosa devo chiedere al mio tecnico quando vuole consigliarmi?
Chiedi se il tuo impianto è condensante, qual è la temperatura di lavoro consigliata e se conviene implementare sensori per stanza o un termostato modulante. Domanda anche come l’isolamento della casa influenza la strategia di riscaldamento: spesso la risposta non è tecnologica ma edilizia.