La tentazione è comprensibile. Vedi una camera che non usi quasi mai e pensi che chiudere il radiatore sia una scelta ovvia per risparmiare. Eppure, dietro a questo gesto c’è un paradosso tecnico: gli impianti moderni spesso funzionano meglio se l’acqua circola liberamente in tutto l’anello. In questo articolo provo a spiegare perché risparmiare spegnendo singoli radiatori può tornare indietro sotto forma di bollette più alte e comportamenti che danneggiano la casa. Non è una verità assoluta per tutti i casi, ma è una regola utile da conoscere e guardare con sospetto.
Perché l istinto di spegnere sembra sensato
Abbiamo imparato a tagliare gli sprechi con gesti concreti. Spegnere luci, staccare caricabatterie, chiudere l acqua sono azioni che danno una sensazione immediata di controllo. Così quando vediamo un radiatore in una stanza vuota la reazione naturale è: basta, lo spengo. Il cervello registra un piccolo risparmio potenziale e si sente a posto. Il problema nasce quando il sistema di riscaldamento non è una somma di piccoli dispositivi indipendenti ma una rete integrata che reagisce alle modifiche locali con effetti globali.
Il cuore tecnico: condensing boilers e logiche di circuito
Negli ultimi venti anni la tecnologia dei generatori di calore è cambiata. I cosiddetti generatori a condensazione e le pompe di calore lavorano più efficientemente a temperature di mandata più basse. Se chiudi un tratto della rete, la circolazione cambia e la macchina potrebbe andare fuori dalla sua zona di massima efficienza. In parole semplici la caldaia o la pompa lavora in modo diverso e spesso più lungo per mantenere la temperatura media dell’abitazione.
“Per mantenere l’efficienza di un impianto a condensazione è importante che la temperatura di mandata resti bassa e che ci sia un flusso d’acqua costante nell’impianto. Ridurre il numero di radiatori in funzione può costringere la caldaia a operare fuori dalla sua zona ottimale con un conseguente aumento dei consumi.” Nicolandrea Calabrese Head of the ENEA Laboratory for Energy Efficiency in Buildings and Urban Development ENEA
Questa non è meramente teoria accademica. Chi si occupa di campo sa che la differenza tra un impianto equilibrato e uno squilibrato si traduce in ore di funzionamento in più e in un calore meno omogeneo. Il desiderio di fare economia localmente produce inefficienza globale.
Quando spegnere funziona e quando è dannoso
Non dico che sia sempre sbagliato chiudere un radiatore. In case molto vecchie con generatori non condensanti che funzionano a temperature molto alte la logica può essere diversa. Ma la maggioranza dei condomini e delle abitazioni urbane costruite o aggiornate dopo i primi anni 2000 hanno sistemi progettati per temperature moderate. In questi casi spegnere provoca:
Una circolazione complessiva meno efficiente. Una caldaia che modula peggio e rimane più tempo in funzione. Maggior rischio di condensazione interna nelle murature fredde e potenziale sviluppo di umidità e muffa. Maggior stress su pompe e valvole se il sistema non è stato bilanciato per zone chiuse.
Il risultato visibile è spesso ironico: la stanza che volevi proteggere resta fredda ma il soggiorno o la camera da letto sembrano non raggiungere mai la temperatura impostata, e la caldaia gira di più. Le bollette non scendono come speravi.
Alternative meno ovvie ma più efficaci
Non serve una rivoluzione per sistemare la questione. A volte basta capire come funzionano i termostati e le valvole o investire pochi interventi tecnici. Impostare temperature di mandata più basse. Usare valvole termostatiche per un abbassamento graduale piuttosto che uno stop netto. Inserire un controllo di regolazione climatica per adeguare la temperatura dell acqua al clima esterno. Queste mosse mantengono flusso e rendimento migliorando comunque il comfort dove serve.
Molto interessante è la semplice pratica del cosiddetto setback. Abbassare leggermente la temperatura di un ambiente inutilizzato senza chiudere completamente il radiatore mantiene una soglia antifreddo evitando ponti termici e umidità senza costringere il generatore a sforzi impropri.
Osservazioni pratiche da chi vive nella casa
Parlo da persona che ha provato entrambe le strade. Quando ho trasferito un armadio in una stanza e ho deciso di spegnere il radiatore per mesi la casa ha cominciato a reagire in modo anomalo. Il corridoio era sempre tiepido ma mai confortevole. Ho dovuto correggere la strategia. Non è stato spettacolare come una lezione universitaria ma è un apprendimento domestico: i sistemi rispondono in modo complesso. Piccoli cambiamenti provocano micro effetti che si sommano.
In appartamenti ben isolati e con impianti moderni la differenza può essere minima. Ma in edifici con muri sottili o partizioni che comunicano il microclima cambia rapidamente. E poi c’è la questione del mantenimento: stanze fredde tendono ad accumulare umidità e odori, e nel tempo questo può costare più della bolletta che volevi risparmiare.
Qualche regola pragmatica
Non mi piace dare ricette rigide. Però quando qualcuno mi chiede cosa fare dico sempre di non iniziare dal gesto estremo. Prima prova: abbassa le valvole di mezzo punto. Osserva per una settimana il comportamento del sistema e la sensazione nei locali. Se il generatore lavora troppo a lungo o noti zone fredde persistenti riapri e consulta un tecnico per un bilanciamento. Spesso la soluzione è tecnica e richiede un intervento che corregga la progettazione dell’acqua e della pompa piuttosto che la rinuncia a riscaldare una stanza.
Quando chiamare un professionista
Se noti rumori anomali, variazioni di pressione o una differenza marcata di calore fra ambienti molto vicini è il momento di far vedere l impianto a un tecnico qualificato. Le pompe possono soffrire quando la portata d’acqua viene ridotta in modo non previsto. Un controllo semplice e un bilanciamento possono spesso riportare il sistema all’efficienza senza dover mantenere calda ogni stanza alla stessa temperatura.
Sintesi delle idee principali
| Problema | Perché succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Spegnere radiatori | Modifica la circolazione e abbassa l efficienza delle caldaie a condensazione | Preferire abbassamenti graduali con valvole termostatiche e setback |
| Stanze fredde a lungo | Rischio di umidità e muffa | Mantenere una temperatura minima e controllare ventilazione |
| Impianto rumoroso o lunga accensione | Desequilibrio della portata e lavoro extra per pompe | Chiamare un tecnico per bilanciamento e regolazione |
FAQ
Spegnere del tutto un radiatore fa sempre aumentare i consumi?
Non sempre. Dipende dal tipo di generatore e dall equilibrio dell impianto. Se la caldaia è molto vecchia e non è a condensazione in certi casi spegnere può generare risparmi reali. Nelle apparecchiature moderne invece la perdita di efficienza può annullare o superare il risparmio locale.
Quale temperatura minima mantenere nelle stanze inutilizzate?
Non esiste una soglia universale. L obiettivo è evitare il freddo prolungato che favorisce condensa e muffa. Molti sistemi consentono un abbassamento di qualche grado senza spegnere totalmente. L idea è di mantenere la stanza al di sopra del punto in cui l aria perde la capacità di trattenere umidità.
Come capire se il mio impianto è a condensazione?
Un elemento tipico è il tubo di scarico della condensa sotto la caldaia. Anche il manuale d uso o una targhetta tecnica indicano la tecnologia. Se hai dubbi un tecnico qualificato fa una verifica rapida e ti spiega le implicazioni per la gestione dei radiatori.
Se chiudo i radiatori rischio guasti alla caldaia?
Il rischio aumenta se il sistema viene sbilanciato e le pompe sono costrette a lavorare in condizioni non previste. È raro che un singolo radiatore chiuso causi un guasto immediato, ma un uso continuativo e scorretto può accelerare l usura di componenti come la pompa o le valvole.
È meglio zonare l impianto?
La zonizzazione con termostati separati e serrande motorizzate è la soluzione più elegante quando è possibile farla. Consente di riscaldare solo le aree necessarie senza compromettere la circolazione complessiva. Però è un intervento che richiede progettazione e un investimento iniziale.
In conclusione la regola pratica che propongo è questa: non essere dogmatico. Spegnere un radiatore sembra un gesto semplice ma può avere conseguenze inaspettate. Preferisci riduzioni graduali e comportamenti che mantengano flusso e controllo. E quando il comportamento della casa ti sembra strano chiamare un tecnico non è uno spreco ma una misura preventiva.