La psicologia dice che premere ripetutamente il pulsante snooze è un segno di ottimismo

Premere il pulsante snooze ancora e ancora non è solo una cattiva abitudine mattutina. È un gesto carico di significati semplici e contraddittori. Da un lato la scienza del sonno ci ammonisce sui danni alla qualità del riposo. Dallaltro emergono letture psicologiche sorprendenti che collegano la tendenza a rimandare luscita dal letto con una forma di fiducia sul futuro. Qui non dirò che lo snooze sia una virtù salutare. Dirò che spesso chi snooza desidera qualcosa che va oltre il minuto extra di sonno: un piccolo atto di speranza.

Un gesto banale che racconta una storia

La mattina è una scena ripetuta nella vita di molti. Il suono dellallarme. La mano che cerca il pulsante. Il breve sollievo della luce che torna. Il ripetersi del ciclo. È facile liquidare tutto come pigrizia o mancanza di disciplina. Però la psicologia sociale ci invita ad ascoltare la motivazione nascosta dietro il gesto. Quando premiamo lo snooze stiamo esercitando un piccolo atto di controllo sul tempo. Non vogliamo cambiare il piano di vita. Vogliamo posticipare-lassaggio di qualche minuto per renderci più pronti ad affrontare ciò che verrà. Questa disponibilità a posticipare il confronto immediato con la realtà è, paradossalmente, un investimento nel futuro.

Optimism e microritardi

Gli studi più recenti su ottimismo e comportamento suggeriscono che le persone ottimiste non evitano il futuro ma vi scommettono. Sono disposte a tollerare piccoli disagi oggi perché credono in ricompense domani. Questo si traduce in scelte macroscopiche come il risparmio economico e in scelte microscopiche come il rito del snooze. Non è una prova definitiva che tutti i profili di snoozer siano ottimisti ma apre una lettura alternativa al semplice giudizio morale.

La scienza del sonno contro e insieme alla psicologia

Non sto negando le evidenze dei ricercatori del sonno. Molti esperti avvertono che il ripetuto risveglio frammenta le fasi del sonno e non aggiunge riposo profondo. Eppure la ricerca comportamentale offre un contesto che spesso manca nelle discussioni sanitarie: come le persone interpretano e attribuiscono significato ai loro piccoli riti quotidiani. La tensione tra una raccomandazione clinica e un comportamento sociale comprensibile è il fulcro della questione.

Rebecca Robbins PhD Lead author Division of Sleep and Circadian Disorders Medicine Brigham and Womens Hospital. Many of us hit the snooze alarm in the morning with the hope of getting a little more sleep but this widely practiced phenomenon has received little attention in sleep research.

Questa osservazione è utile. Robbins mette in chiaro la portata del fenomeno. Ma linterpretazione psicologica aggiunge che il gesto non è solo biologico: è anche narrativo. È la storia che ci raccontiamo in quei pochi istanti prima di alzarci.

Quando lo snooze non è evitamento

Un errore diffuso è trattare lo snooze come pura fuga. In alcuni casi lo è. Ma spesso la persona che ripete il comando allallarme sta semplicemente programmando una transizione più morbida. Per persone con giornate cariche o con ansia anticipatoria lo snooze può agire come un buffer emotivo. È una piccola parentesi che consente di raccogliere pensieri, di respirare e di prepararsi. In altri termini è una strategia di regolazione emotiva molto rudimentale e personale.

Esperimenti mentali e osservazioni personali

Provo a essere sincero e non elegante: negli anni ho parlato con decine di persone sul perché snoozano. Alcuni mi hanno risposto con pragmatismo. Altri con poesia involontaria. Una studentessa moscovita mi disse che lo snooze era il suo modo di salutare la notte ancora una volta prima di affrontare un esame. Un padre di due bambini a Milano lo vedeva come un raro minuto solo per sé, un piccolo atto di cura. Non sono dati scientifici, sono testimonianze. Ma consentono di vedere il gesto in una luce diversa.

Il lato oscuro dellottimismo mattutino

Naturalmente lottimismo inteso come fiducia nel futuro può diventare illusione. Pensare che cinque minuti extra ripristinino energie insufficienti è autoinganno. In quel senso lo snooze può mimare ottimismo senza procurare benefici reali. Ma limportante è riconoscere la distinzione tra intenzione e risultato. Lintenzione può essere quella di arrivare meglio alla giornata. Il risultato può essere invece un aumento della sonnolenza o stress fisiologico. Questa ambivalenza è feconda: invita a non demonizzare né santificare il gesto.

Joe Gladstone PhD Senior researcher University of Colorado Boulder. Being optimistic about the future may help people save more money and the effect appears strongest among those with lower incomes.

Se lottimismo favorisce comportamenti orientati al futuro in ambiti come il risparmio allora non è assurdo ipotizzare correlati simili in micro decisioni quotidiane. Il nesso non è ovvio e non è automatico ma è plausibile.

Piccoli esperimenti che potresti provare

Non voglio trasformare una pagina di opinione in una lista di istruzioni. Però suggerisco alcuni esperimenti mentali per chi vuole investigare il proprio snooze. Annotare per una settimana come ci si sente quando si preme snooze. Chiedersi quale pensiero o immagine segue il gesto. La risposta non svelerà una diagnosi ma può far emergere se lo snooze è atto di evasione o un modo per coltivare speranza materiale verso la giornata.

Una parola sullautocompassione

Infine, e questo è il mio punto non negoziabile, vale la pena praticare autocompassione. Chi snooza spesso vive in una società che misura il valore delle persone dalla loro produttività mattutina. Ma i piccoli ritardi non definiscono la persona. Spesso raccontano vulnerabilità, abitudini o desideri non riconosciuti. Un approccio meno moralista e più curioso aiuta a capire e forse a cambiare senza colpe.

Conclusione aperta

Premere il pulsante snooze ripetutamente può essere visto come indice di ottimismo se lo interpretiamo come scommessa sul domani. Non è una verità universale ma è una chiave interpretativa rilevante. Cè un conflitto reale tra la salute del sonno e le letture psicologiche del gesto. Questo conflitto non va risolto cancellando lambiguità. Va esplorato. Perché gran parte della vita buona si muove proprio dentro quei minuti incerti prima di alzarsi.

Tabella riepilogativa

Idea centrale Tesi riassunta
Significato del gesto Lo snooze può rappresentare un atto di speranza verso il futuro.
Prospettiva del sonno La pratica frammenta il riposo e ha costi fisiologici documentati.
Prospettiva psicologica Lottimismo orienta comportamenti verso il futuro anche in micro decisioni quotidiane.
Ambivalenza Intenzione positiva ma risultati variabili. Non è né buona né cattiva per definizione.
Pratica consigliata Osservare con curiosità il proprio rito e coltivare autocompassione.

FAQ

Perché alcune persone premono lo snooze più spesso di altre?

La frequenza dipende da molteplici fattori tra cui il cronotipo individuale il carico emotivo della giornata la qualità del sonno e le abitudini consolidate. In casi isolati può anche riflettere problemi di sonno non diagnosticati o scenari di vita particolarmente stressanti. Spesso la motivazione emotiva conta più dello svegliarsi fisico: il gesto può dare senso di controllo o offrire una breve finestra per prepararsi mentalmente.

Lo snooze è sempre un segno di ottimismo?

No. È una possibile interpretazione non una regola. Alcuni usano lo snooze per procrastinare attività sgradite o per sfuggire allansia. In altri casi è un rituale di confort. Linterpretazione dipende dal contesto personale e dal significato che limpresa attribuisce al gesto.

Come distinguere tra snooze curativo e dannoso?

Non è semplice. Il criterio più utile è lesito soggettivo: dopo i minuti di snooze ci si sente più lucidi o più confusi. Se il sollievo è temporaneo e lascia un senso di colpa o affaticamento persistente può essere un segnale che lo snooze non sta funzionando come strategia di regolazione. Se invece offre una transizione morbida senza costi evidenti potrebbe essere un rito utile sul piano psicologico anche se non ottimale sul piano fisiologico.

È possibile trasformare lo snooze in un atto intenzionale?

Sì si può provare a rendere il gesto consapevole. Alcune persone usano il minuto extra per una respirazione controllata un pensiero di gratitudine o una mini routine che non coinvolga il ritorno al sonno leggero. Lidea è spostare lintento da fuga a preparazione. Non esistono formule magiche ma la consapevolezza modifica spesso lorganizzazione dellabitudine.

Lo snooze è meno comune in alcuni paesi?

Sì. Luso varia culturalmente. Alcune nazioni mostrano tassi più bassi di utilizzo mentre altre più alti. Le differenze riflettono orari di lavoro abitudini sociali e strumenti tecnologici diffusi. Anche la struttura della giornata lavorativa e le aspettative sociali sul mattino influenzano il comportamento collettivo.

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