È facile restare freddi davanti ai numeri. Ma quando leggi 22,13 chilometri e capisci che quel segmento è scavato dentro le Tianshan, all’altitudine, tra ghiaccio e faglie, qualcosa nel modo in cui pensi alle infrastrutture cambia. La Cina ha inaugurato il Tianshan Shengli Tunnel, un’opera che le agenzie ufficiali definiscono il tunnel autostradale più lungo del mondo. Non è solo un record statistico: è la manifestazione di scelte politiche, capacità ingegneristiche e priorità economiche che meritano riflessioni approfondite.
Un primato che fa rumore — e che domanda perché
Il tunnel lungo 22,13 chilometri è parte dell’autostrada G0711 Urumqi-Yuli, pensata per ridurre drasticamente i tempi di percorrenza tra il nord e il sud del Xinjiang. Secondo i resoconti, il tratto taglia un percorso montano di ore in appena venti minuti. È impressionante, certo. Ma la domanda che metto subito sul tavolo è questa: a chi serve questa rapidità e quale prezzo reale è stato pagato, in termini di ambiente, comunità locali e priorità economiche?
Costruzione, condizioni e sfide
Le cronache parlano di oltre tremila lavoratori, di scavi che hanno attraversato sedici grandi faglie, di altitudini che superano i tremila metri e di condizioni estreme. Tecnologie di perforazione, impermeabilizzazioni, sistemi di ventilazione e monitoraggio sono stati parte della ricetta. Non è un racconto eroico per retorica: è la constatazione che quello spazio geologico non era un pacco regalo. I pericoli — frane, instabilità, acqua sotterranea, stress da gelo — sono tutti reali e hanno richiesto soluzioni sul campo che vanno oltre la pura meccanica.
“Questo progetto ha stabilito due primati: la maggiore lunghezza per un tunnel autostradale e il pozzo verticale più profondo per una strada. È un salto nelle capacità di ingegneria civile a grandi profondità e in condizioni di alta pressione geologica.” — Song Hailiang, Presidente, China Communications Construction Company (CCCC).
La citazione di Song Hailiang offre una prospettiva istituzionale: il primato è anche un biglietto da visita per la CCCC. Però attenzione: dichiarazioni di questo tipo vanno lette come parte di un racconto più ampio che include obiettivi strategici nazionali. Non è soltanto ingegneria fine a se stessa.
Perché questo tunnel non è soltanto ‘velocità’?
Ci sono letture economiche e geostrategiche. Collegare più rapidamente centri urbani significa facilitare scambi commerciali, turismo e trasporto merci. Significa integrare regioni periferiche nella rete nazionale. Ma c’è anche un altro livello: infrastrutture di questo tipo creano dipendenze. Strade grandi e veloci orientano dove investire, dove aprire fabbriche, quali città cresceranno. In termini pratici l’autostrada può incentivare nuovi flussi di persone e capitali verso il sud del Xinjiang — è una leva di politica territoriale.
Io non penso che tutte le infrastrutture gigantesche siano automaticamente positive. Una linea veloce di collegamento può essere utilissima o distorcere equilibri locali. Serve equilibrio, e soprattutto trasparenza sulle valutazioni d’impatto ambientale e sociale che spesso, nelle cronache ufficiali, restano nella penombra.
L’ingegneria dietro il primato
I dettagli tecnici sono affascinanti e, per chi ama la materia, rivelano parecchio: doppia canna, due corsie per tubo, pozzetti di ventilazione profondissimi, sistemi di controllo e sicurezza in grado di reagire a incidenti a chilometri dal primo ingresso. Il lavoro ha richiesto mesi di posa di rivestimenti, iniezioni per stabilizzare rocce, gestione di falde e, probabilmente, l’uso di macchine tunnel-boring di grande diametro affiancate da cantieri verticali complessi.
Non è il momento per una lezione tecnica completa. Dico però che alcune soluzioni adottate qui potrebbero disegnare lo standard per gallerie future: metodi di scavo in faglie attive, combinazioni di consolidamento chimico-meccanico, telemetria in tempo reale e protocolli di manutenzione più rigorosi.
Qualche riflessione critica non banale
Il primato può alimentare un nazionalismo tecnologico. Ma rischia anche di creare illusioni: infrastruttura grande non è identica a sviluppo sostenibile. Ci sono domande che rimangono: quali comunità locali sono state consultate? Qual è stato il costo reale per i sistemi idrici locali, le rotte migratorie della fauna, gli equilibri idrogeologici? Quanti chilometri di nuove strade secondarie nasceranno attorno ai due ingressi e che impatto avranno?
Non ho tutte le risposte, e non mi interessa la semplificazione. Voglio invece che si apra una discussione pubblica meno gradevole dei comunicati stampa: infrastrutture gigantesche meritano un contraddittorio serio su sociali, ambienti e alternative di investimento.
Quali lezioni per chi progetta in Europa o in Italia?
Osservare opere come il Tianshan Shengli è utile anche per chi sta a casa, lontano centinaia di chilometri. Non per emulazione rapida, ma per ricordare due cose: la dimensione tecnica può essere impressionante, ma la governance è ciò che decide se l’opera sarà davvero un bene collettivo. E poi: le tecnologie sviluppate in grandi cantieri spesso diventano disponibili a costi inferiori; è lì che possiamo trovare utilità pratica, specie su gallerie complesse nelle nostre Alpi o appennini.
Un finale aperto — non tutto è già deciso
Il tunnel è stato inaugurato e i reportage mostrano veicoli che lo attraversano. È una narrazione di successo. Eppure, rimangono nodi: manutenzione a lungo termine, traffico sostenibile, uso reale e non solo potenziale dell’infrastruttura. Spesso la fase più difficile arriva dopo il taglio del nastro. È lì che si capisce se un’opera era giustificata o frutto di competizione simbolica.
Non ho intenzione di dire che la realizzazione sia un errore. Dico che è un evento che richiede attenzione critica: celebrazione e controllo. La costruzione moderna non ha solo bisogno di tecnici capaci, ma di cittadini informati e di scelte pubbliche trasparenti.
Tabella riassuntiva
| Elemento | Punti chiave |
|---|---|
| Nome | Tianshan Shengli Tunnel |
| Lunghezza | 22,13 chilometri |
| Progetto | G0711 Urumqi-Yuli Expressway |
| Sfide tecniche | Faglie geologiche multiple, alta quota, gelo, gestione acqua sotterranea |
| Impatto previsto | Riduzione significativa dei tempi di percorrenza; potenziale rilancio economico regionale |
| Questioni aperte | Impatto ambientale e sociale, manutenzione a lungo termine, governance delle opere |
FAQ
1. Questo tunnel è davvero il più lungo al mondo per strada?
I resoconti ufficiali riportano che il Tianshan Shengli Tunnel, con i suoi 22,13 chilometri, ha stabilito il primato per lunghezza tra i tunnel espressamente progettati per il traffico autostradale. La misura e la classificazione dipendono da criteri tecnici (tipo di strada, doppia canna, percorribilità), ma al momento dei resoconti internazionali la definizione è stata accettata da diverse testate e agenzie.
2. Quanto tempo ha richiesto la costruzione?
Le informazioni ufficiali indicano che i lavori sono iniziati intorno al 2020 e che lo scavo principale è stato completato alla fine del 2024; l’apertura al traffico è avvenuta a dicembre 2025. Progetti di questa scala richiedono anni non solo per lo scavo ma per le opere accessorie, i sistemi di sicurezza e le collaudi.
3. Quali tecnologie sono state decisive per realizzare il tunnel?
Le tecnologie centrali includono macchine TBM di grande diametro adattate a condizioni variabili, sistemi di consolidamento per rocce instabili, rivestimenti prefabbricati, impianti avanzati di ventilazione e monitoraggio telemetrico in tempo reale. Inoltre, è probabile che si siano impiegati metodi speciali per il controllo delle falde e il riscaldamento delle superfici in presenza di gelo.
4. L’opera avrà riflessi sul turismo o sulla vita delle comunità locali?
Un collegamento più rapido tende a facilitare l’accesso e può incrementare flussi turistici e commerciali. Tuttavia, gli impatti concreti dipendono da scelte successive: politiche di promozione, infrastrutture di servizio, regole per il traffico e misure di tutela ambientale e culturale. Le comunità locali sperimenteranno benefici e pressioni, e il bilancio varierà da luogo a luogo.
5. Cosa dovrebbe osservare un cittadino interessato a questa notizia?
Vale la pena chiedere trasparenza sui dati di impatto ambientale e sociale, monitorare i piani di manutenzione a lungo termine e seguire come l’opera verrà integrata nelle politiche di mobilità sostenibile. Le grandi opere sono rilevanti non solo per l’ingegneria ma per la qualità della vita che lasciano dietro di sé.