Se sei cresciuto negli anni 60 e 70 probabilmente hai imparato senza accorgertene queste 7 abilità di vita

Chi ha vissuto l infanzia tra gli anni 60 e 70 porta con sé una cassetta degli attrezzi pratica e poco celebrata. Non parlo di nostalgia vuota o di rievocazioni patinate. Parlo di abilità concrete che oggi si trovano in filtri di leggerezza, video virali o in workshop di crescita personale a pagamento. Se sei nato o cresciuto in quegli anni riconoscerai istantaneamente certe abitudini che non sembrano venire da manuali ma piuttosto da un allenamento quotidiano fatto di limiti reali e zero app. In questo pezzo raccolgo sette capacità che molti hanno imparato senza saperlo e che ancora oggi fanno la differenza.

1. Riparare prima di buttare. Un istinto che sa stimare il valore reale

In una cucina o in un garage degli anni 60 e 70 la parola rimpiazzo arrivava dopo aver tentato di risistemare. L elettronica era più semplice e gli elettrodomestici erano costruiti per durare. Riparare non era solo economia domestica era una pratica di rispetto verso gli oggetti e verso il lavoro che ci stava dietro. Oggi sento spesso una fretta che sfocia nella sostituzione automatica. Non è solo pigrizia. C è anche una narrativa industriale che spinge al consumo continuo. Ma chi ha imparato a far funzionare di nuovo una radio o a rattoppare una giacca spesso conserva un tipo di giudizio più calibrato sul valore vero delle cose.

2. Navigare senza mappe digitali. Orientamento fatto di segnali e abitudini

Prima del gps si imparava la geografia del proprio quartiere camminando. Il senso dell orientamento era una piccola mappa mentale costruita con bottegaie, angoli di strada, vecchi platani. Si memorizzavano percorsi e tempi. Oggi molti rinunciano a ricordare posti perché basta uno schermo. È comodo. Però perdere l abitudine di mappare mentalmente lo spazio significa perdere un tipo di autonomia: non è sempre necessario ma quando serve risulta potente. È una competenza che non appare negli elenchi di soft skills ma che spesso risolve fastidi pratici senza connessione.

3. Cucina senza ricette fisse. La capacità di improvvisare con quel che c è

La cucina casalinga degli anni 60 e 70 non era spettacolo televisivo. Era improvvisazione intelligente. Si guardava quello che c era in frigo e in dispensa e si costruiva un piatto. Questa abilità sviluppa senso degli abbinamenti simpatie per gli ingredienti e una discreta dimestichezza con i tempi di cottura. Non suggerisco di rifiutare le ricette ma di ricordare che saper aggiustare un sapore a occhio è rarità preziosa. E sì la pratica rende meno timorosi di sperimentare.

4. Riprogrammare la giornata sulla base del tempo e della comunità

Prima della sincronizzazione digitale la giornata era più elastica ma anche più attenta ai vincoli esterni. Se arrivava la pioggia si riorganizzava il mercato del sabato. Se un vicino aveva un emergenza si modificava il programma. Questo senso di adattabilità sociale insegnava la priorità in funzione delle persone e non solo degli algoritmi. Oggi siamo bravi a sincronizzarci con calendari digitali e promemoria ma spesso perdiamo la flessibilità relazionale che rende possibile reagire con empatia quando la vita non segue l agenda.

5. Comunicare senza messaggi scritti continui. Il valore della chiamata e della visita

Negli anni 60 e 70 si chiamava o si andava di persona. La conversazione era spesso più lunga e meno frammentata. Non dico che tutto fosse più profondo ma la comunicazione aveva un ritmo diverso. Una telefonata non veniva interrotta da notifiche. La visita era un atto sociale con regole non scritte. Chi ha quel passato conserva ancora oggi la pazienza di parlare a voce e il gusto dell incontro che non si esaurisce in un like.

6. Curare gli oggetti e conservarne la storia

Moltissimi possessi avevano una genealogia familiare. Un cappotto, una macchina da cucire, una valigia raccontavano storie. La cura materiale era un gesto che collegava presente e passato. Non era kitsch ma una pratica di economia affettiva. Questo atteggiamento forma persone capaci di attenzione ai dettagli e a conservare la memoria materiale. Spesso coincide con una scelta estetica misurata più che ostentata.

7. Fare da sé con poca tecnologia. Manualità concreta e inventiva domestica

Imparare a usare una sega o a cambiare una ruota sviluppa una fiducia pratica che non è solo abilità tecnica. È la sensazione di non dipendere immediatamente da un servizio esterno. Non sto idealizzando il fai da te. Dico che la manualità insegna pazienza misurazione e la tolleranza dell errore. Tutte qualità che oggi si riscontrano meno spesso nei lavori che si svolgono davanti a uno schermo.

Riflessioni e una posizione personale

Non penso che il passato sia un manuale perfetto da ricopiare. Molte pratiche degli anni 60 e 70 poggiavano su sistemi sociali che oggi non vorremmo replicare. Allo stesso tempo credo che scartare automaticamente quei saperi significa impoverirsi. Il valore non sta nel ritorno acritico ma nella selezione cosciente. Mantengo una posizione: integrare la praticità di allora con i vantaggi di oggi porta più risultati che scegliere una nostalgica chiusura.

Anna Ferri docente di sociologia all Università di Milano osserva che l apprendimento di competenze pratiche in famiglia produce forme di autonomia che non si limitano al saper fare ma incidono sulla capacità di risolvere problemi quotidiani.

Come queste abilità emergono oggi

Vedo queste competenze riemergere in contesti spesso imprevedibili. In comunità di quartiere, nei mercatini di scambio, nelle cucine condivise. Non sono sempre riconosciute e raramente sono celebrate su Instagram. Questo fa parte del paradosso: sono trasversali e poco glamour ma estremamente utili quando la complessità della vita aumenta.

Un invito

Se hai genitori o nonni che raccontano storie di piccoli aggiustamenti fatti in casa chiedi loro il come e il perché. Non per raccogliere aneddoti da usare in un pranzo. Ma per capire i meccanismi mentali dietro le azioni. Spesso la trasmissione è rapida: basta osservare una volta per imparare una tecnica e prenderne l etica. Se invece non hai questa eredità prova a prendere un oggetto che non funziona e a provare a capire cosa succede davvero. Fallire è parte della lezione. E fallire con calma è già un insegnamento.

Tabella di sintesi

Abilità Descrizione breve Perché conta oggi
Riparare prima di buttare Capacità di valutare e ripristinare oggetti Riduce sprechi e sviluppa giudizio sul valore reale
Orientamento senza mappe Mappa mentale basata su punti di riferimento Autonomia in assenza di tecnologia e resilienza spaziale
Cucina improvvisata Creare piatti con quel che c è Creatività alimentare e minor dipendenza da ricette
Riprogrammare giornata Flessibilità basata su condizioni esterne Adattabilità sociale e priorità relazionali
Comunicare con voce e presenza Uso della chiamata e della visita Relazioni più profonde e meno frammentate
Conservare gli oggetti Cura materiale e memoria familiare Attenzione ai dettagli e economia affettiva
Manualità pratica Abilità tecniche di base Autonomia e tolleranza dell errore

FAQ

Perché queste abilità non si insegnano più formalmente?

Non sono scomparse per caso. Lo spazio domestico e la struttura lavorativa sono cambiati profondamente. Molto di ciò che era trasmesso per osservazione è ora frammentato tra servizi esterni e tecnologie. In aggiunta l istruzione formale ha seguito altre priorità. Questo non significa che non possano essere recuperate. Significa che la trasmissione oggi richiede scelte deliberate e contesti in cui la pratica sia valorizzata.

Quale di queste abilità è la più utile per i giovani di oggi?

Dipende dal contesto. Se lavori molto in remoto la capacità di riprogrammare la giornata e comunicare a voce può migliorare la qualità delle relazioni. Se vivi in una realtà con prezzi e risorse variabili imparare a riparare e a conservare può tornare utile. Non c è una risposta unica. Vale la pena scegliere in funzione dei propri vincoli pratici e dei propri valori.

Come si impara velocemente una di queste competenze se non l ho mai esercitata?

La fretta di una competenza rapida non porta lontano. Meglio scegliere un progetto piccolo e portarlo a termine da soli. Cambiare una lampadina non è epico ma insegna il ciclo di pianificazione azione verifica. Cercare un mentore famigliare o un amico che mostri il gesto è ancora il modo più efficiente per trasferire manualità. Il resto è pratica ripetuta con attenzione.

Queste abilità sono utili solo nelle case tradizionali?

Assolutamente no. Le competenze pratiche trascendono il tipo di famiglia o la collocazione geografica. Anzi spesso chi proviene da contesti urbani moderni scopre nuove opportunità praticando questi gesti. L utenza cambia ma la sostanza rimane: si tratta di imparare a gestire risorse materiali e relazioni con capacità di adattamento.

Posso insegnare queste abilità ai miei figli senza sembrare retrogrado?

Sì. Non è questione di abbracciare il passato come dogma ma di scegliere pratiche utili. Insegnare a un figlio a riparare un oggetto o a orientarsi non è un atto reazionario. È una scelta educativa che valorizza l autonomia. Farlo con curiosità e apertura verso la tecnologia contemporanea è probabilmente la via più sensata.

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